C’é un amore nella sabbia
un amore che vorrei
un amore che non cerco
perché poi lo perderei
C’e un amore alla finestra
tra le stelle e il marciapiede
non é in cerca di promesse
e ti da quello che chiede
Cose che dimentico
cose che dimentico
sono cose che dimentico
C’e un amore che si incendia
quando appena lo conosci
un’ identica fortuna
da gridare a due voci
C’e un termometro dei cuore
che non rispettiamo mai
un avviso di dolore
un sentiero in mezzo ai guai
Cose che dimentico
sono cose che dimentico
Qui nel reparto intoccabili
dove la vita ci sembra enorme
perché non cerca più e non chiede
perché non crede più e non dorme
Qui nel girone invisibili
per un capriccio del cielo
viviamo come destini
e tutti ne sentiamo il gelo
il gelo
e tutti ne sentiamo il gelo
C’e un amore che ci stringe
e quando stringe ci fa male
un amore avanti e indietro
da una bolgia di ospedale
Un amore che mi ha chiesto
un dolore uguale al mio
a un amore così intero
non vorrei mai dire addio
Cose che dimentico
sono cose che dimentico
Qui nel reparto intoccabili
dove la vita ci sembra enorme
perché non cerca più e non chiede
perché non crede più e non dorme
non dorme
Qui nel girone invisibili
per un capriccio dei cielo
viviamo come destini
e tutti ne sentiamo il gelo, il gelo
Viviamo come destini
e tutti ne sentiamo il gelo, il gelo
Sono cose che dimentico
sono cose che dimentico
cose che dimentico
sono cose che dimentico.
L’altra faccia della Luna

Ciao ragazzi, ero a cazzeggiare su Google Hearth, e scegliendo la visione della Luna, ho fatto caso ad una cosa, ovvia per carità, ma molto curiosa. Noi, e quando dico “Noi” intendo tutta l’umanità, sia che ci trovassimo in Italia o in qualsiasi altro posto della nostra amata terra, siamo abituati a vedere la luna sempre dalla solita e conosciuta faccia. E se non ci fossero stati i satelliti della Nasa a fotografarla da un altra prospettiva, come si dice,“l’altra faccia della Luna” sarebbe stata a noi sempre oscura. È un po’ come le persone, a volte si guardano solo dal solito lato, ma a volte capita che ci mostrino l’altra faccia…che può essere altrettanto bella o forse ancora più bella, come nel caso della Luna o può essere invece a noi sconosciuta o brutta…o forse sta a noi accettarla per quella che è…in fondo ognuno di noi ha un lato oscuro!
La prospettiva

Da un punto di vista linguistico il vocabolo “prospettiva” è la forma femminile sostantivata di “prospettivo”, derivante a sua volta dal latino tardo “prospectivus”, che assicura la vista.
Ma cos’è realmente la prospettiva, a me, detta così mi viene in mente, l’ottica stessa, intesa come percezione visiva. Ma mi viene in mente anche il detto: guardare le cose da un’altra prospettiva, cioè che sta a significare, non guardare le cose dal solito lato, da quello più naturale, ma cercare di guardarle da un altra, appunto, prospettiva.
Quasi per esorcizzare la cosa, quasi come se si potesse cambiare il risultato, laddove si guardasse da un altra prospettiva. È veramente così? Mah pensando cinicamente, mi viene da dire che, da dove guardi guardi, la questione non cambia, ma ti da l’illusione, questo sì.
Faccio un esempio pratico, vi siete mai visti in un video, certo che sì, sarà capitato di vedervi in un video amatoriale, e fateci caso, come la vostra voce e la vostra immagine cambi alla vostra percezione. Perché ciò? Perché non vi vedete come tutti i giorni dal punto di vista che proietta il vostro specchio, ma da tante prospettive, magari di profilo, di lato, da dietro, e penserete che siate diversi, anche se rimanete sempre gli stessi, è solo la vostra percezione visiva che cambia, come il suono della voce, ugualmente vi sembrerà diverso.
Anche la mia auto, esempio stupido, però ho fatto caso che se la vedo magari anche per una semplice manovra fatta da un altro guidatore che non sia io, dalla mia prospettiva, mi sembra diversa, anche il rumore del motore.
Effetto di prospettiva, effetto ottico, perché noi siamo sempre noi e la nostra auto rimane sempre la stessa.
Guardare le cose da un’altra prospettiva, bel dire, non c’è dubbio, ma ahimè non cambiano di certo è solo una nostra illusione!
Spero che la mia percezione visiva, per questo nuovo anno che sta iniziando, sia migliore, e non solo la percezione!
Tornerò… Tornerò meno fragile..
Resterò alla finestra mentre un altro giorno passa in fretta…
Resta lì pure in silenzio,
giudica ora che non avrai più paura di soffrire ancora…
Dormi tranquilla e stai lontano dai miei sbagli.
Intanto che riposi io continuo a chiedermi
perché urlo e poi tu non mi senti..
E dimmi se a volte poi mi cerchi tra la gente
e se è soltanto pioggia o sono lacrime…
Allungo le mie mani ma tu sei distante..
Sparirò come pioggia nella sabbia…
Brillerò tra le stelle,
chiudi gli occhi e riuscirai a toccarmi…
Dicono che non si può rinascere..
Facile dirlo per chi non ha incontrato la tua pelle…
E dormi tranquilla e stai lontano dai miei sbagli.
Intanto che riposi io continuo a chiedermi
perché urlo e poi tu non mi senti..
E dimmi se a volte poi mi cerchi tra la gente
e se è soltanto pioggia o sono lacrime…
allungo le mie mani ma tu sei distante..
Proprio ora che allungo le mie mani ma tu sei distante
E dormi tranquilla e stai lontano dai miei sbagli.
Intanto che riposi io continuo a chiedermi
perché urlo ma tu non mi senti..
Polvere, troppi ricordi, è meglio esser sordi
e forse è già tardi per togliere la
polvere dagli ingranaggi, dai volti dei saggi
coi pochi vantaggi che la mia condizione mi dà.
Non mi cercare, chè non mi riconoscerai
Natale che se ne va

È andato via, l’ennesimo Natale…un natale come gli altri in apparenza, ma non lo è, perché non è un giorno come gli altri, questo fa si che ci agganci in automatico dei ricordi.
Il meccanismo è sempre lo stesso, si dimenticano i giorni che passano, quelli normali, i giorni di tutti i giorni, ma non si dimenticano i giorni particolari, in cui c’è stato qualcosa che tuo malgrado imprimi nella mente, anche se non vuoi!
Per tanto ti vengono in mente i Natali passati, i vecchi natali nel quale c’era qualcosa in più o qualcosa in meno, non è importante, la cosa importante e che fai dei paragoni e puoi restarci di merda.
Non so più cosa fare
Non so più cosa fare,
Senza te cosa c’è.
Mi fa schifo anche il mare,
E un pochito anche te. Sento che sto precipitando Dentro un acquario senza pesci, Mentre una radio sta annunciando Che la giù la pace ancora non c’è. Non so più camminare, Senza the o caffè. Non so più calleggiare. Sento che stai precipitando dentro la mia disperazione; Laggiù la pace ancora non c’è. Non so più cosa c’è, non so più cosa fare, Non so più cosa c’è. Non so più dove sono, senza te non si sa. Non so più galleggiare, mi fa schifo anche il mare. Sento che stai precipitando (cosa serve) Dentro un acquario senza pesci (cosa faccio) Mentre una radio sta annunciando Che laggiù la pace ancora non c’è. Non so più cosa fare, non so più cosa c’è Non so più cosa fare, non so più cosa c’è Non so più dove sono, senza te non si sa. Non so più galleggiare, mi fa schifo anche il mare Sento che stai precipitando (cosa serve) Dentro un acquario senza pesci (cosa faccio) Mentre una radio sta annunciando Che laggiù la pace ancora non c’è. Non so più cosa fare, non so più cosa c’è Non so più cosa fare, non so più cosa c’è Non so più cosa fare, non so più cosa c’è
Un Sogno

Vi è mai capitato di sognare, ed essere consapevoli di sognare? Cioè di dirvi a voi stessi nel sogno che è un sogno?
E allora osate, vi sentite al sicuro, fate delle prove, dite delle cose e soprattutto fate delle cose che nella realtà, appunto resterebbero solo un sogno.
A me capita di frequente, è quasi un appuntamento, vado a dormire e sogno di sognare…
Niente
anche se ritorni nella mente
nel mio cuore non rimane niente
mi riprendo il tempo insieme a te
che appartiene solo a me
Via ...
Molto propedeutico questo blog!
Riesce a non farti dimenticare quelle cose che non bisogna dimenticare mai!
Le stesse cose per cui ti ci sei incazzato, che ti ci sei scontrato, che con il tempo si addolciscono e per la qual ragione si rischia di non ricordare nel modo ottimale, per cui conseguenzialmente distorci la realtà, che invece sta sempre lì…più tosta che mai, che è pronta a far di te un solo boccone!!
Facciamo chiarezza
“Quando una relazione finisce, la persona forte riesce a dimenticare l’altro e a non soffrire più. La persona superiore, invece, riesce a non soffrire senza necessità di dimenticare l’altro.”
Come da titolo, vorrei fare chiarezza, almeno per come la penso io sulla questione.
Parliamo della persona forte, che in quanto forte riesce a dimenticare l’altro e a non soffrire più, e ci può stare, perché nel momento in cui si dimentica, per logica conseguenza si smette di soffrire.
Per quanto riguarda la persona che si definisce “superiore”, che riesce a non soffrire, nonostante non abbia ancora dimenticato l’altro, qui mi viene da dire che c’è qualcosa di stonato, e andrebbe rettificato il concetto, sempre fermo restando che è un mia personalissima opinione.
La suddetta persona superiore, è superiore solamente in una cosa, che è riuscita a: “smettere di amare l’altro”, e per questa semplice ed essenziale ragione, può permettersi il lusso di non soffrire, di dimenticare ma anche di non dimenticare l’altro.
Quando non si ama più, quando non si ha bisogno più dell’altro, quando si prova indifferenza, quando niente più ti tocca dell’altro, il non dimenticare può essere facoltativo, e può essere paragonato a il non dimenticare una bella serata tra amici, o una bella scampagnata o un giorno particolare da non dimenticare, non certo inteso come: “non ti dimenticherò mai” perché quest’ultima cosa è tutt’altra faccenda.
Io per come sono fatto, e per come ho detto in un post precedente, non faccio parte di nessuna delle due categorie sopra citate.
Per me il dimenticare e il non amare vanno di pari passo, man mano che si dimentica si ama di meno e man mano che si ama di meno si dimentica di più e si soffre di meno fino a non soffrire più.
Quando una relazione finisce, si resta lì, si fa tutto per dimenticare, senza essere forte o superiore, si resta lì e basta, si aspetta che il tempo passi, che il ricordo sbiadisca, sbiadisca sbiadisca, fino a svanire, e con esso il soffrire.
(Peccato che non faccio parte né della categoria delle persone forti né di quelle superiori.)
Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch’io ho deluso ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo mi sono fatto amici per l’eternità ho riso quando non era necessario ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto sono stato amato e non ho saputo ricambiare, ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d’amore e fatto promesse di eternità e mi sono bruciato il cuore tante volte ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto, ho telefonato solo per ascoltare una voce mi sono di nuovo innamorato di un sorriso ho creduto di nuovo di morire di nostalgie e..ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale, che ho finito per perdere..ma sono sopravvissuto e vivo ancora…
Charlie Chaplin
–LUNASPINA: [ grazie :) ]
Via LUNASPINA